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San Gregorio nella Storia

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Benvenuti sul sito del comune di San Gregorio d'Ippona. Durante la navigazione avrete modo di esplorare la struttura del comune e allo stesso tempo di conoscere la storia, la cultura e le tradizioni del piccolo centro cittadino nella provincia della vicina Vibo Valentia.

 


Già dal III/IV secolo San Gregorio d’Ippona era una località abitata di cui però non si conosceva la denominazione. Queste informazioni le abbiamo grazie ad alcuni reperti storici che risalgono proprio a questo periodo.
La storia di San Gregorio d’Ippona certamente è legata a quella di Hipponion, da cui prende anche parte il nome, che fu una splendida città della Magna Grecia. Tale espressione sta ad indicare l’insieme delle città sorte nell’Italia meridionale per la naturale espansione del popolo greco.
Per quanto riguarda la dominazione romana possiamo dire grazie ad alcune testimonianze che questa ha riguardato anche le nostre zone. Infatti è stato accertato da documentazione conservata presso il Museo Archeologico di Vibo Valentia, l’esistenza di una villa romana in località Cariola nella proprietà del barone Paparo. Anche in località Monteverde sono stati ritrovati alcuni resti di vasi e di tegole e in oltre in questo luogo è stata rinvenuta una moneta di bronzo che si suppone sia dell’epoca romana.
Nel 551 d.C. l’Italia dopo essere stata liberata dai Goti passò sotto la dominazione bizantina, che in Calabria si protrasse fino al 1059. Nonostante la politica di sfruttamento che ha caratterizzato tale dominazione, la Calabria nel primo periodo di questa si trovava in condizioni floride grazie anche all’arrivo dall’oriente dei monaci basiliani che si distinguevano per la loro operosità e influenza sulla lingua e sui costumi locali. La presenza dei monaci basiliani nei dintorni di San Gregorio d’Ippona è testimoniata dalla presenza, al confine tra San Costantino e San Gregorio, di grotte scavate su entrambi i lati delle alture che costituivano sicuramente le abitazioni dei monaci. Queste grotte sono simili a quelle presenti intorno alla chiesa di Santa Ruba usati dai contadini come rifugio dal cattivo tempo.
Durante il periodo della dominazione sveva il feudalesimo si rafforzò e le investiture nobiliari furono molte. Federico II fu il più grande monarca del medioevo. Il suo regno chiamato regno di Sicilia comprendeva anche il sud d’Italia e aveva come capitale Palermo, questo stato aveva delle leggi proprie una propria moneta un grande esercito ed efficienti vie di comunicazione ed inoltre ricordiamo anche la "Scuola poetica siciliana" presso la corte di Federico II. Egli morì nel 1250 e i suoi successori continuarono la guerra contro Carlo d’Angiò che dopo numerose battaglie conquistò il meridione. Monteleone però non fu mai soggetta a feudale signoria ma fu sempre riconosciuta come città regia e si ergeva sui casali circostanti tra cui San Gregorio, poiché i monteleonesi avevano conquistato molti terreni di questi villaggi.
Durante la dominazione angioina il governo dovette far fronte a delle enormi spese militari imponendo così pesanti tributi ai sudditi. Anche monteleone fu soggetto a tutto ciò e si determinò così il fallimento dei "massari" e il conseguente potere della aristocrazia locale.
Durante il governo aragonese la condizione diventò ancora più penosa a causa dei soprusi da parte dei baroni e dei signorotti locali. In seguito a tale congiura il re di Napoli chiese soccorso al principe d’Albania che mondò delle truppe, la rivolta fu sedata e il re diede la possibilità alle truppe di fermarsi nel suo regno e di creare nuovi villaggi. Secondo la memoria locale nei pressi di Zammarò ci fu un insediamento arberesh e l’idioma locale lo conferma. L’abuso da parte dei baroni aveva portato Monteleone e i suoi casali (tra cui San Gregorio) in uno stato di profonda povertà e la città nel 1494 chiedeva al re di non concedere ai baroni ma di tenerla sotto il dominio regio. Il re accettò la richiesta a condizione che Monteleone pagasse tremila ducati agli eredi di G.B. Brancaccio morto precedentemente. I Monteleonesi non riuscirono a pagare tutta la somma e di questa situazione ne approfitto Ettore Pignatelli, che propose al re di pagare l’intera somma in cambio del diritto di possedere la città. Il re accettò e nel 1501 Monteleone divenne feudo di proprietà di E. Pignatelli. Iniziò così una lunga lotta per il ritorno di Monteleone a città demaniale (governata dal re), tale lotta si concluse nel 1806 con l’abolizione della feudalità.
Nel 1789 scoppiò la rivoluzione francese, questa in Calabria fu accolta con simpatia soltanto da pochi che appartenevano alla borghesia e tra alcuni nobili intellettuali. Nel 1799 Napoleone fece occupare Napoli e venne proclamata la Repubblica Partenopea, Monteleone fu una delle città calabresi che abbassò la bandiera borbonica e innalzò l’albero della libertà. Con la legge del 2 agosto 1806 i francesi abolirono la feudalità liberando così il sud tra cui Monteleone e i suoi casali riacquistarono la libertà che avevano perduto nel 1501 con la loro vendita a Ettore Pignatelli.
Nel 1807 San Gregorio finalmente diventò un comune autonomo e oltre alle due frazioni attuali fino al 1810 anche Piscopio era una sua frazione che poi divenne anch’esso comune autonomo. Il primo sindaco fu Nicola Bisogni. Segue l’elenco dei sindaci che hanno amministrato dalla fine dell’800 fino ai giorni nostri.
 

Comune di San Gregorio d'Ippona

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